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Quali recenti innovazioni nel trattamento endovascolare della stenosi carotidea? Se ne parla a Roma all’ICIR

by Claudio Rabbia 10 Ottobre 2017
written by Claudio Rabbia

Al XXXIX Congresso ICIR – Sezione radiologia interventistica SIRM, “Tra tradizione e innovazione”, che si è svolto a Roma dal 5 al 7 ottobre 2017 (Centro congressi Roma Aurelia Antica), sono stato invitato a presentare una relazione all’interno della sessione “Nuove frontiere in radiologia interventistica”.

Quali sono le recenti innovazioni nel trattamento endovascolare della stenosi carotidea?

Si può affermare che negli ultimi anni la tecnologia endovascolare non abbia fatto grandi passi in avanti in quanto rispetto ad altri interventi endovascolari la procedura non costituisce un business rilevante per l’industria
Lo studio Crest effettuato su un ampio numero di pazienti ha dimostrato che lo stent non e’ competitivo rispetto alla tradizionale chirurgia aperta nei soggetti di età avanzata, specie se di sesso femminile, mentre è sovrapponibile alla chirurgia nei soggetti più giovani.

Riguardo la protezione durante la procedura le due alternative (protezione prossimale e distale) sono  state ampiamente confrontate in letteratura. Parrebbe che la protezione prossimale sia più efficace di quella distale nel prevenire le embolie cerebrali, anche asintomatiche durante la procedura. Tuttavia un’ampia maggioranza di interventisti ha più confidenza con il sistema distale piuttosto che con quello prossimale.

L’unico miglioramento tecnologico e rappresentato dagli stent a doppia maglia (dual mesh) che ridurrebbero rispetto agli stand e convenzionali il temuto rischio di prolasso di placca attraverso le maglie. In questo senso la doppia maglia costituisce un miglioramento tecnologico molto rilevante. Nei lavori pubblicati in questi ultimi anni sembra infatti che i rischi di embolia cerebrale durante lo stenting con l”uso dei dual mesh siano sovrapponibili ai rischi della chirurgia.
Invece l’accesso alla carotide comune costituisce ancora un problema clinicamente significativo nei pazienti con anatomia non favorevole.

 

10 Ottobre 2017
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La stenosi carotidea; indicazioni materiali e metodi

by Claudio Rabbia 2 Maggio 2017
written by Claudio Rabbia

Lo stenting carotideo si è ridotto negli ultimi anni. Il numero di procedure è diminuito, in quanto gli esiti erano meno buoni rispetto a quelli ottenuti con la chirurgia.

Questo è il semplice messaggio che ho trasferito al convegno “Il Cuore in Fortezza”, tenutosi a Savona lo scorso 28 aprile nella affascinante Fortezza del Priamar.

Ciò ha origine anche dal fatto che venivano eseguite procedure su casi di particolare complessità clinica e tecnica, per cui i risultati erano inferiori rispetto a quelli raggiunti chirurgicamente.

Invece, con una opportuna selezione dei pazienti e del tipo di stenosi da trattare, i risultati sono comparabili a quelli che si ottengono con un intervento chirurgico.

 

2 Maggio 2017
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Il mio intervento a Roma Caput Mundi

by Claudio Rabbia 24 Maggio 2016
written by Claudio Rabbia

Alla sua seconda edizione, il congresso “Roma Caput Mundi”, organizzato dalla Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell’Università La Sapienza di Roma riunisce illustri professionisti provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di mettere a confronto le esperienze maturate in tema di trattamento open e intraluminale della malattia vascolare.

Claudio Rabbia - Roma Caput Mundi 2016

Claudio Rabbia al Roma Caput Mundi

Nella sessione di lavori del 24 maggio su “Carotid arteries”, moderata dagli amici e colleghi Giorgio Biasi, Carlo Spartera e Frank Veith, il mio intervento dal titolo “Pushing boundaries in carotid treatment – the Roadsaver study” ha l’obiettivo di riferire sinteticamente sull’esperienza italiana maturata con l’impiego di uno stent carotideo a doppia maglia. Il vantaggio teorico di uno stent costituito da due maglie, una delle quali molto fitta, vantaggio che sembrerebbe confermato dai primi risultati, è quello di limitare il rischio che l’ateroma o il materiale trombotico responsabile della stenosi carotidea possa protrudere attraverso le maglie dello stent ed embolizzare nel circolo intracranico.

Nella seconda tavola rotonda “Peripheral artery”, prevista per il 25 maggio e moderata da Luca Di Marzo, Livio Gabrielli e Armando Mansilha, il tema sul quale sono chiamato a portare un contributo è “Femoral bifurcation – no room for endovascular approach?”. Il mio punto di vista mi porta a dire che se da un lato è opinione condivisa che la patologia ostruttiva della femorale comune e in particolare della sua biforcazione è quasi sempre di interesse della chirurgia aperta e non endovascolare, dall’altro non si può negare che il trattamento endovascolare, benché non garantisca risultati a distanza comparabili con la chirurgia aperta, può rappresentare un’alternativa percorribile in qualche caso, purché ispirato a un ragionevole bilancio costo/beneficio.

24 Maggio 2016
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Claudio Rabbia

Claudio Rabbia

Responsabile Diagnostica Vascolare di SUM - Studio di Ultrasonografia Medica (Torino). Responsabile del Dipartimento di Patologia Vascolare di Humanitas Torino dal gennaio 2016. Consulente di Diagnostica Ultrasonografica Vascolare del Gruppo C.D.C. (Torino)...


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