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stent a rilascio di farmaco

In merito alla discussione sulla sicurezza di DEB o DES…

by Claudio Rabbia 8 Luglio 2019
written by Claudio Rabbia

Nel dicembre 2018 Katsanos e collaboratori hanno pubblicato una metanalisi volta a evidenziare un possibile rischio di mortalità a distanza  in pazienti  nei quali sia stato impiegato un pallone o uno stent  a rilascio di paclitaxel – rispettivamente DEB (drug eluting balloon) o DES (drug eluting stent).

Questa metanalisi su 28 studi randomizzati ha riscontrato un maggior rischio di mortalità a 2 anni dalla procedura, con una risk ratio pari a 1,68, ossia con un incremento del 68% del rischio di morte. Tali dati risultano ancora più evidenti a 5 anni con una risk ratio pari a 1,93 ossia con un rischio di morte poco inferiore a 2 volte.

Di fronte a tali dati la Food and Drug Administration statunitense (FDA) ha richiesto alle aziende produttrici (Cook, Boston Scientific, Medtronic, Becton-Dickinson e Philips) i loro dati grezzi con la finalità di sottoporli ad analisi.

Nel maggio scorso sono stati resi pubblici i risultati di questa analisi da parte della FDA, sulla scorta dei dati grezzi forniti: è stata rilevata una risk ratio  di morte a due anni pari a 1,44 e a 5 anni pari a 1,72. Dati analoghi sono stati riportati  dalla VIVA Phisician Group (organizzazione no-profit volta alla educazione e alla ricerca nel campo della medicina vascolare e interventistica).

Per contro il Center for Medicare and Medicaid Services (agenzia federale del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti) in una analisi su 152.000 pazienti non ha riscontrato differenze significative nella mortalità tra soggetti trattati con  DEB o DES e soggetti  sottoposti ad angioplastica convenzionale. Questa analisi non sembra quindi confermare i riscontri di Katsanos e collaboratori né quelli della FDA.

Sulla base di risultati così contrastanti è difficile stabilire se l’uso di DEB o DES si accompagni (quale elemento causale) a un rischio maggiore di mortalità a distanza.

Si possono tuttavia esprimere alcune considerazioni:

  • è possibile che l’uso di DEB o DES determini un incremento della mortalità ma non è stato riscontrato alcun elemento causale -eminenti oncologi non hanno riportato aumento della mortalità cardiovascolare in soggetti sottoposti a chemioterapia con paclitaxel  per patologia neoplastica;
  • non è stata evidenziata alcuna correlazione tra dosaggio/concentrazione del paclitaxel sul device e mortalità;
  • i decessi avvenuta nei pazienti inclusi nei bracci DES/DEB non sono avvenuti per patologie “prevalenti”, quindi  palesemente imputabili all’azione del farmaco;
  • la frequenza del follow-up nei due gruppi di pazienti non è stata omogenea: pazienti con miglior outcome sono risultati meno propensi a sottoporsi a controlli mentre quelli con patologia residua o recidiva sono stati più frequentemente visitati e, si suppone, più intensamente sollecitati a un miglioramento dello stile di vita o alla assunzione di farmaci (cessazione del fumo e assunzione di statine, per esempio)  volti a migliorare l’aspettativa di vita.

Non c’è dubbio che i dati riportati e la vasta discussione che è seguita non possano essere  tour court  ignorati  e impongano attenzione sia da parte dei produttori dei device (nel senso di garantire un accuratissimo controllo clinico dei soggetti inclusi negli studi), sia da parte delle società scientifiche di tutto il mondo affinché si giunga ad una risposta definitiva sul tema.

8 Luglio 2019
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“Leave the right thing behind”

by Claudio Rabbia 13 Marzo 2017
written by Claudio Rabbia

A Taormina lo scorso 10 marzo si è parlato di “Stent a rilascio di farmaco Zilver PTX nell’arteria femorale superficiale: leave the right thing behind“.

In una cornice notoriamente splendida, la domanda posta è stata la seguente: balloons and bare metal stents are obsolete? 

L’angioplastica percutanea è la base della nostra attività. Nell’arteria femoro-poplitea, se l’angioplastica è ben fatta e se abbiamo un buon risultato (e vi è dunque meno necessità di ricorrere a uno stent), due sono le alternative:  lasciare le cose come stanno oppure usare un pallone a rilascio di farmaco. Se invece abbiamo un risultato non ottimale, possiamo interrogarci se sia giusto mettere uno stent. E nel caso, quale.

Nel caso di suo utilizzo, è bene ricorrere a uno stent che dia buoni risultati a distanza. I bare metal stent non sembrano andare bene.

Concludendo, possiamo dire che le lesioni complesse dell’arteria femorale superficiale e della poplitea rappresentano ancora una sfida per gli interventisti.

La tecnologia “drug eluting” sembra essere vincente nell’uso dei palloni e negli stent.

Una valutazione costo/beneficio andrebbe fatta in tutti i casi.

 

 

13 Marzo 2017
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Lunedì 13 febbraio inizia il Vascular Club 2017

by Claudio Rabbia 10 Febbraio 2017
written by Claudio Rabbia

Siamo ormai prossimi alla undicesima edizione del Vascular Club.

Lunedì 13 febbraio alle ore 15.00 inizieranno i lavori, che dureranno fino a mercoledì 15 ore 13.00…

Parleremo della scelta “consapevole” dei materiali, di scelta delle guide, PTA del piede, accessi distali, DEB, DES, stent, trattamento endovascolare o open degli aneurismi poplitei, EVAS, EVAR, FEVAR o Chimney…

Se volete, potete trovare il programma sul sito www.vascularclub.it

 

 

10 Febbraio 2017
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A Mondello si parla della tecnologia a rilascio di farmaco

by Claudio Rabbia 4 Luglio 2016
written by Claudio Rabbia

Il 30 giugno scorso si è svolto a Mondello (Palermo) un interessante incontro con interventisti siciliani (radiologi, cardiologi e chirurghi vascolari) volto a discutere sul ruolo, presente e futuro degli stent a rilascio di farmaco nella patologia ostruttiva della femorale superficiale.
Si è convenuto che la tecnologia a rilascio di farmaco (palloni e stent), sulla base dei dati della letteratura, costituisce l'”optimal care strategy” nelle lesioni ostruttive complesse della femorale superficiale.
Dati numericamente consistenti attribuiscono allo stent a rilascio di farmaco Zilver PTX una rilevante efficacia clinica anche a distanza di tempo (5 anni).
Una discussione pacata e costruttiva si è sviluppata sulle indicazioni nell’uso di stent a rilascio di farmaco e in particolare se tali dispositivi debbano essere impiegati di prima intenzione o solo in caso di inefficacia tecnica della angioplastica convenzionale (provisional stenting).


4 Luglio 2016
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Claudio Rabbia

Claudio Rabbia

Responsabile Diagnostica Vascolare di SUM - Studio di Ultrasonografia Medica (Torino). Responsabile del Dipartimento di Patologia Vascolare di Humanitas Torino dal gennaio 2016. Consulente di Diagnostica Ultrasonografica Vascolare del Gruppo C.D.C. (Torino)...


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