L’Organizzazione Mondiale della Sanità esplora la Medicina Narrativa

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“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o di infermità”. Questa è la definizione di salute formulata nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Perché citiamo questa definizione? Per provare ad addentrarci in un terreno per molti di noi poco noto o totalmente sconosciuto: la medicina narrativa.

“Con il termine di Medicina Narrativa (mutuato dall’inglese Narrative Medicine) si intende una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato (storia di cura). La Medicina Narrativa (NBM) si integra con l’Evidence-Based Medicine (EBM) e, tenendo conto della pluralità delle prospettive, rende le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate. La narrazione del paziente e di chi se ne prende cura è un elemento imprescindibile della medicina contemporanea, fondata sulla partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nelle scelte. Le persone, attraverso le loro storie, diventano protagoniste del processo di cura”.

Questa, invece, è la definizione di medicina narrativa elaborata in occasione della prima Consensus conference sulle “Linee di indirizzo per l’utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie rare e cronico-degenerative”, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità insieme al CNMR (Centro Nazionale Malattie Rare), organizzata nel 2014.

Esiste qualche punto in comune?

Fondazione Istud ha organizzato lo scorso 13 dicembre a Milano un convegno dal titolo “Verso una sanità ecologica: scienza e parole, emozioni e tempi per la cura”. Al centro, naturalmente, la medicina narrativa, a partire dalla quale il tentativo è quello di creare un nuovo “eco-sistema”. La premessa è la centralità delle narrazioni in medicina: nell’incontro clinico avviene uno scambio di narrazioni e una negoziazione di significati.  La medicina narrativa vuole valorizzare questo scambio di narrazioni tra paziente e medico e stimolare una condivisa costruzione narrativa di una storia di cura.

Durante quel convegno, è stato presentato un documentot dal titolo “Cultural contexts of health: the use of narrative research in the health sector“, elaborato dall’Health Evidence Network (synthesis report 49) per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’autrice Trisha Greenhalgh, Professor of primary Care Health Sciences, University of Oxford, Oxford, United Kingdom.

Forse se l’OMS ha richiesto che venisse prodotto un documento sulla medicina narrativa, varrebbe la pena approfondire l’argomento…

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