Eco-color-Doppler dei vasi epiaortici: un evergreen

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La Letteratura sul ruolo e l’accuratezza degli ultrasuoni e in particolare dell’eco-color-Doppler  nel sospetto di una patologia dei vasi epiaortici è oramai immensa a testimonianza del fatto che la diagnostica ultrasonora è un passo indispensabile nel percorso diagnostico.

E’ facile notare come i principali riferimenti bibliografici siano piuttosto datati, visto che la Letteratura in merito è esplosa negli anni ’80 e ’90. Negli anni successivi, infatti, si è assistito a una progressiva rarefazione delle pubblicazioni in merito, non perché la metodica fosse obsoleta, anzi! La causa è invece da ricondurre alla ragione opposta: si era detto tutto il dicibile e la metodica si era attestata come  ineludibile nel sospetto di malattia vascolare delle arterie del collo.

Colpisce quindi  la recente proposta al più noto congresso di chirurgia vascolare al mondo (il VEITH di New York)  fatta nello scorso novembre da parte di un chirurgo vascolare americano, di introdurre una sorta di fast echo delle biforcazioni carotidee nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare. Colpisce non perché fuori luogo: è ovvio uno studio delle biforcazioni carotidee nei soggetti a rischio. Colpisce semmai sentirla fare nel 2018. È comunque benvenuta! Questa affermazione stimola tuttavia una domanda: perché una fast echo e non un’eco-Doppler  “normale” visto che per un eco-color-Doppler eseguito correttamente bastano pochi minuti? Probabilmente perché nella sanità americana, nota per il suo efficientismo, anche i minuti contano!

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